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Le famiglie italiane, gli investimenti e la scelta della liquidità

Agli italiani piace la liquidità. In base agli ultimi dati pubblicati dalla Banca d’Italia, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, quella non investita in immobili, è investita in obbligazioni, polizze assicurative e, soprattutto, si trova in misura consistente, circa 1.500 miliardi di euro, quasi il 100 per cento del Pil, nei depositi bancari. Secondo i dati più aggiornati dell’associazione bancaria italiana, i depositi, tra conto corrente, tra certificati di deposito e pronti contro termine, a febbraio 2020 sono cresciuti, rispetto a un anno prima, di oltre 89 miliardi di euro.

Il denaro nei depositi e negli strumenti a basso rischio

In un recente studio sugli effetti del Coronavirus nelle scelte d’investimento delle famiglie, la società di consulenza e ricerca economica Prometeia sottolinea che la caduta dei mercati finanziari del 2018, il calo di rendimento dei portafogli finanziari, la stagnazione economica del 2019 hanno pesato sulla propensione al rischio dei risparmiatori. E nel corso dell’anno scorso l’avversione al rischio è aumentata, raggiungendo il punto massimo nel corso del 2020 anche per la situazione legata all’emergenza finanziaria. I risparmiatori hanno preferito accumulare il proprio denaro in depositi o destinarlo a prodotti percepiti come poco rischiosi e in grado di garantire una qualche forma di protezione del valore investito come i prodotti assicurativi.

Tenere il denaro sul conto non è a costo zero

La liquidità può rassicurare dal punto di vista psicologico, ma comporta anche dei rischi. Intanto, nel dibattito politico recente, tra le misure di sostegno per far fronte all’emergenza del Coronavirus, si è tornati a parlare di una patrimoniale, un’imposta da applicare ai patrimoni e ai risparmi degli italiani. Poi, tenere i soldi sul conto corrente non è a costo zero. Lo conferma un’indagine di Prometeia dalla quale emerge che chi non ha investito nell’arco temporale di quindici anni ha perso circa il 30% di ricchezza potenziale in termini reali.

Nei portafogli pochi strumenti di gestione come fondi o etf

Osservando la composizione dei portafogli degli italiani, l’ultimo bollettino Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa, osserva che è alta la quota di azioni detenuta direttamente, c’è una forte predilezione per i conti correnti egli strumenti liquidi con una crescita degli strumenti assicurativi mentre è presente una quota bassa di strumenti di gestione più efficienti come fondi o ETF. In pratica, i risparmiatori scelgono di distribuire il proprio denaro in pochi strumenti finanziari anziché puntare a un portafoglio ben diversificato e quindi più redditizio.

L’importanza della cultura finanziaria

Il bollettino Consob rileva inoltre la necessità e l’importanza di una maggiore cultura finanziaria nei risparmiatori perché possano fare le proprie scelte in modo corretto e identificare gli elementi che distinguono il servizio di consulenza in materia di investimenti. La situazione richiede di comprendere ogni dinamica sul percorso da intraprendere e i diversi fattori che possono incidere sui rendimenti.

Il valore della consulenza

Borse volatili, incognite sul futuro dell’economia e molta liquidità priva di remunerazione. Far fruttare i propri soldi e guadagnare investendo è sempre complicato: non è sufficiente sapere dove investire. La soluzione per uscire dall’impasse può essere rivolgersi a un consulente. Un intermediario affidabile che analizza la situazione patrimoniale, considerando gli investimenti già fatti, le coperture assicurative o la previdenza e costruisce una ricetta personalizzata, adatta al profilo personale del cliente. Partire con un portafoglio legato alle proprie esigenze di rischio e di rendimento, confezionato con strumenti efficienti e dal costo contenuto è un vantaggio sicuro.