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La pandemia, un’occasione di cambiamento

L’emergenza sanitaria, il lockdown, la seconda ondata della pandemia è per moltissimi un altro periodo di isolamento. E, su tutto, incertezze, dubbi e paura. Ma anche la possibilità di sperimentare nuovi stili di vita, di riflettere sui comportamenti e sui valori e di considerare questo periodo anche come un’occasione di cambiamento. Da noi stessi alla comunità in cui viviamo, dall’ambiente al mondo del lavoro. Facendo in modo che i tentativi di trasformazione non siano solo legati a un periodo eccezionale, ma diventino elementi per un autentico mutamento. E non un’occasione perduta.

Fare tesoro degli insegnamenti

Non è semplice parlare in positivo della pandemia, ma il virus che ha stravolto il mondo e ci lascia sgomenti porta con sé anche qualche opportunità. Certo, come ha scritto lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Zuliani, “la via del cambiamento, è molto complessa perché la mente è un sistema conservativo: quando ha trovato un equilibrio e delle soluzioni cerca di usarle sempre. Anche quando gli eventi che incontra richiederebbero soluzioni diverse”. Il rischio, nella continua ricerca del ritorno alla normalità, è che si replichino i vecchi schemi e i vecchi comportamenti senza fare tesoro degli insegnamenti che il virus ci sta portando.

I valori della famiglia al centro

L’emergenza sanitaria ha richiesto e ancora oggi chiede di trascorrere molto tempo in casa e di vivere rapporti familiari in maniera più stretta e intensa. Le famiglie hanno messo in atto capacità di adattamento, creatività e hanno dovuto trovare nuovi strumenti e nuove modalità di passare il tempo insieme, cucinando, giocando, riscoprendo giochi, hobby e passioni dimenticate. Un’occasione per riflettere sulle relazioni e costruirne di nuove basate su una maggiore e diversa conoscenza reciproca. Per riscoprire aspetti di sé, ritrovare armonia e mettere al centro i valori della famiglia.

L’importanza della comunità

Pur essendo dirompenti, le crisi alimentano anche l’emergere di grandi obiettivi comuni di solidarietà, di creatività e di sperimentazione di novità. In una società sempre più individualista, la pandemia che riguarda tutti senza esclusioni rappresenta un’occasione per riscoprire il valore della comunità. È importante poter contare sulla fiducia e sulla collaborazione degli altri. “L’altruismo è un’ottima forma di cura di sé”, ha sottolineato la filosofa Maura Gancitano, “distoglie dal mettere sempre al centro le proprie difficoltà e i propri timori. Spesso la risoluzione di molti problemi personali passa dal cominciare a occuparsi dei problemi degli altri”.

E di prendersi cura dell’ambiente

Il senso di cooperazione con cui si affronta l’emergenza sanitaria può essere una base per trattare l’emergenza climatica. I giorni del lockdown, con aria, mari e città più puliti hanno messo sotto gli occhi di tutti l’importanza di trovare modi di vivere e di produrre che prestino la massima attenzione all’ambiente. Trovare uno stile di vita più sostenibile è uno degli avvertimenti che vengono dalla pandemia. L’inquinamento atmosferico solo in Italia causa 56 mila morti premature all’anno e 4,5 milioni nel mondo. Da questa base scientifica e dalla consapevolezza di far parte di un mondo ammalato si può ripartire.

I benefici di un nuovo modo di lavorare

Con l’emergenza sanitaria lo smartworking è diventato una realtà e una necessità per milioni di lavoratori. E il lavoro da remoto, assieme alle inevitabili difficoltà e alla necessità di adattamento, rappresenta anche un’opportunità di empatia, di collaborazione e di solidarietà, valori da condividere con i colleghi. E c’è di più. La comunicazione online, dicono gli esperti, richiede di adottare certe regole di comportamento e aiuta a essere più sicuri, meno aggressivi, più sintetici e concentrati. Organizzare lo spazio dietro di noi per far apparire l’angolo migliore nelle videochiamate, invece, può stimolare una nuova estetica del lavoro.